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Il Veneto vara una legge per distinguere il pane fresco dal congelato “rumeno”

VENEZIA – Facci sapere oggi se questo pane è quotidiano. Suona più o meno così la preghiera del consumatore attento, che si dovrebbe sempre chiedere se quella che ha di fronte sia una pagnotta sfornata nottetempo dal fornaio più vicino, o se invece provenga dai quei 13 milioni di chili di prodotti a base di cereali importati dalla Romania, decongelati e serviti in supermercati e mense. I fornai veneti puntano i rifettori su questo tema e sulla Regione Veneto, che ha avviato l’iter di un progetto di legge in materia di produzione e vendita di pane. L’obiettivo è risolvere il problema: distinguere il pane fresco da quello congelato o precotto.

PANE FRESCO – Nella legge ci sarà anche la definizione di pane fresco: prodotto cotto e venduto nell’arco di 24 ore. Gli altri tre punti che fanno sperare gli artigiani del forno sono: la nomina del responsabile tecnico di ogni centro di produzione; la definizione dei “forni di qualità” e l’istituzione del registro delle specialità da forno su cui saranno indicate le produzioni tipiche e tradizionali venete a salvaguardia del patrimonio legato alla panificazione del territorio. La provenienza estera getta ombre anche sul combustibile utilizzati nei forni, come denunciò qualche mese fa l’associazione confartigianale di Pistoia, che parlò dell’uso, in Romania, di scarti industriali e persino pneumatici.

VERO PANINO SOLO UNO SU QUATTRO  – Un panino su quattro di quelli confezionati che troviamo nei supermercati e che mettiamo sotto i denti nelle mense e nelle tavole calde dei self service, non è veramente fresco e, di norma, non è neppure fatto nel nostro Paese ma viene dall’Est Europa, Romania e Bulgaria in particolare. La denuncia viene da Giuseppe Sbalchiero, presidente di Confartigianato Imprese Veneto, che inforna altri numeri: «Negli ultimi anni il fenomeno è andato incrementando a tal punto che le importazioni dalla Romania di prodotti a base di cereali sono passate dai 7mila chili del 2002 ai 13 milioni di chili del 2011, raddoppiando solo nell’ultimo anno».

 «FATE PRESTO»  – «Il pane rappresenta un bene fondamentale della piramide alimentare» dichiara il padovano Nicola Trentin, presidente del gruppo veneto panificatori di Confartigianato «e disciplinarne gli aspetti produttivi, nonché alcuni requisiti identificativi degli esercizi di vendita, significa fornire al consumatore una ulteriore garanzia di tutela della propria salute. Dobbiamo essere in grado di capire se si sta acquistando un prodotto realmente fresco o un prodotto che è stato semplicemente cotto nel punto vendita. Aspettiamo una legge in materia da vent’anni, mi auguro che l’iter di approvazione sia veloce».

Questo articolo è stato pubblicato da Il Vostro Quotidiano il 1 agosto 2012

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