la cruna dell'ago

Icona

Ciò che passa. Per la testa e per il Blog.

Conegliano e la strana storia dell’Arena ci tornano le Pantere a patto che…

CONEGLIANO (Treviso) – La Zoppas Arenaaspettava la notizia: dopo mesi di silenzio tornerà a vibrare di cori, schiacciate e tie-break. Il ritiro, minacciato, del neonato club Imoco Volley ha smosso il sindaco. L’accordo tra l’Imoco e il Comune è stato siglato dopo ore di faccia a faccia tra dirigenti sportivi e amministrazione: il club rimborserà i costi e tratterrà gli incassi, il Comune garantirà il perfetto funzionamento dell’impianto senza che l’Imoco debba avere a che fare con il gestore dell’impianto che, altri non è che il presidente della Spes, società che ha ritirato dal campionato dallo stesso campionato a metà della scorsa stagione . Salta così la manifestazione che questa sera avrebbe visto in piazza centinaia di tifosi, mentre online era partita una petizione. La vicenda è chiusa, almeno per il momento. L’Imoco promette di sorvegliare che tutto prosegua come stabilito.

ARENA CONTESA – A Conegliano rete e palloni erano stati messi da parte oramai sette mesi fa, da quando l’allora club locale, Spes, annunciò il ritiro a metà del suo quarto campionato nell’A1 del volley rosa. Le casse erano più che vuote, impossibile continuare. Lo choc del Nordest sportivo, già in apprensione per le altre perle trevigiane Sisley e Benetton Basket ormai “defunte”, si tramutò in rinnovata speranza primaverile con la nascita di Imoco Volley (dal nome di un’industria grafica).Due giovani imprenditori al comando, diritto di A1 acquisito da Parma, investimenti per una rosa giovane e ambiziosa, amore a prima vista con i tifosi. Un unico ostacolo, quasi innominato per il ticket Imoco firmato dalle famiglie Maschio e Garbellotto: il presidente Spes Giovanni Lucchetta, inamovibile dal suo ufficio in fondo all’Arena. È lui il gestore per conto del proprietario, il comune di Conegliano. Qui la matassa si fa ingarbugliata. Lucchetta minaccia di andarsene lasciando a nudo l’Arena, poi ci ripensa e con un messaggio sul sito web spiega: «È tutta una questione di soldi». Intanto, l’Imoco si iscrive al campionato, indicando in fretta e furia il Palaverde di Treviso come proprio campo. Ma vuole l’Arena e invita il sindaco a cacciare Spes (Lucchetta), persino regalando al Comune un parere di avvocati esperti sulla fattibilità di stracciare la convenzione col gestore. Per i sindaci, prima Alberto Maniero poi Floriano Zambon, sembra diventare un «vorrei ma non posso».

RITIRO PARTE SECONDA – La mediazione appare impossibile. Il nuovo club non si fida, chiede garanzie, non vuole giocare in un palasport dalla gestione “lucchettiana”. Ancora lo spettro di un ritiro, questa volta ancora prima di sentire rimbalzare il pallone. Lo minaccia l’Imoco Volley scrivendo di aver «deciso in via definitiva di disputare il campionato nazionale di pallavolo femminile di Serie A1 2012/2013 presso gli impianti sportivi della Zoppas Arena di Conegliano oppure, se ciò non risultasse fattibile, di ritirare la propria squadra dalla competizione sportiva». Postilla: «O ci date il palasport, oppure chiederemo un risarcimento da circa 1.350.000 euro (titolo, spese, fidejussione e contratti ndr)».

STORIE DI PALASPORT – La storia di Conegliano è l’ennesimo paradosso del volley rosa italiano, dove grandi squadre giocano in piccoli palazzetti mentre un gioiello come la Zoppas Arena rischia di perdere un’altra volta il suo team. Bergamo, casa della Foppapedretti tutta blasone e titoli, offre unPalaNorda intimo, scomodo. In questi giorni viene sistemato il tetto, ma sicuramente l’impianto rimarrà distante dall’altezza della squadra che ospita. A Pesaro tre scudetti di fila non sono bastati a giustificare un po’ di riscaldamento per gli allenamenti invernali nel “palaghiaccio” PalaCampanara(l’impianto è stato poi ripristinato per l’inverno 2011). A Villa Cortese dopo un anno con Tai Agueroche a momenti salta direttamente in tribuna, ci ha pensato lo sponsor a un restyling, comunque insufficiente visto che per le tre finali scudetto (perse) le cortesine emigrarono nell’ordine al PalaLido di Milano, al Forum di Assago e al PalaPer di Monza. Gli altri sono quasi tutti piccoli, vecchi, poco funzionali. La storia bella è quella di Busto Arsizio, che ha chiuso l’ultima stagione festeggiando lo scudetto nel palazzo più bello e frequentato del campionato. Atleti e appassionati sperano che sia anche una storia esemplare. E che si ricominci presto a parlare di pallavolo.

Questo articolo è stato pubblicato su Il Vostro Quotidiano il 16 luglio 2012

Annunci

Archiviato in:news, storie, ,

Rispondi

Inserisci i tuoi dati qui sotto o clicca su un'icona per effettuare l'accesso:

Logo WordPress.com

Stai commentando usando il tuo account WordPress.com. Chiudi sessione / Modifica )

Foto Twitter

Stai commentando usando il tuo account Twitter. Chiudi sessione / Modifica )

Foto di Facebook

Stai commentando usando il tuo account Facebook. Chiudi sessione / Modifica )

Google+ photo

Stai commentando usando il tuo account Google+. Chiudi sessione / Modifica )

Connessione a %s...

Argomenti

%d blogger hanno fatto clic su Mi Piace per questo: