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La Invensys lascia Belluno, tutti a casa i lavoratori

BELLUNO – La multinazionale dei controllori elettronici Invensys chiuderà lo stabilimento di Belluno. Dopo mesi di incertezza, scioperi e presidi, l’azienda è uscita allo scoperto dichiarando le proprie intenzioni e proponendo la cassa integrazione straordinaria per un anno, più incentivi (dai 7 agli 11 mila euro a seconda dell’età). La maggioranza dei 166 dipendenti ha rigettato l’offerta, facendo scattare la procedura di mobilità. Esulta la Fiom Cgil, prendono atto Uilm e Fim Cisl, che avevano sottoscritto l’accordo. Ora i sindacati chiedono una nuova trattativa con i manager Invensys. Rimangono 73 giorni utili: i cancelli chiuderanno definitivamente il 17 settembre. Sul tavolo ci sono poche alternative: cassa integrazione o licenziamento. Dai consiglieri comunali del Movimento 5 Stelle arriva anche una proposta: che siano gli stessi dipendenti a prendersi e mandare avanti lo stabilimento, formando una cooperativa. Non è utopia, spiega Andrea Lanari, all’estero (leggi Argentina) ha funzionato.

MAZZATA SUI BELLUNESI – Negli anni migliori impiegava 1.600 persone. Era la fabbrica del capoluogo dolomitico. Produceva timer. La città ha vissuto con preoccupazione le fasi che hanno portato all’annuncio della chiusura, coincisa in buona parte con la campagna per le locali amministrative. Per manifestare il loro disagio gli operai il primo giorno di maggio hanno piazzato una casetta di legno sulla soglia dello stabilimento e l’hanno presidiata continuamente. Per mesi hanno reclamato notize dall’azienda, che in un incontro ospitato dalla locale associazione degli industriali ha comunicato la volontà di chiudere l’impianto. I lavoratori hanno risposto picche alla proposta di Cigs e continuano la loro protesta ai cancelli. Il presidio si fermerà solo oggi, per un funerale. Un dipendente quarantacinquenne non ce l’ha fatta, si è tolto la vita impiccandosi alla vigilia dell’avvio della procedura di mobilità.

FABBRICA SENZA INVESTIMENTI – Grazie soprattutto alle performance delle divisioni Rail e Operations Management, l’Invensys, che ha sede a Londra, ha raggiunto i 2,7 miliardi di sterline di ordinativi nell’anno chiuso il 31 marzo, ma la divisione Controls, che comprende l’impianto produttivo bellunese, ha visto calare i propri ricavi. Da anni nella fabbrica di Belluno mancavano gli investimenti: l’addio arriva dopo un lungo e lento declino. Nella provincia veneta c’è un altro sito produttivo, marchiato Eliwell, ma è al riparo dalla crisi del vicino perché possiede altre tecnologie, prodotti e mercato.

Questo articolo è stato pubblicato da Il Vostro Quotidiano il 3 luglio 2012

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