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Milano e Roma meno care per i manager stranieri

Governi e multinazionali quest’anno trovano Milano e Roma un po’ meno care. Potrebbero sceglierle per insediarvi qualche nuovo dipendente o manager. Piuttosto, ne approfitteranno per ridurre a chi già lavora in Italia l’indennità per le spese di vitto e alloggio. Stando all’indagine realizzata in marzo e appena pubblicata dall’agenzia Mercer, infatti, le metropoli italiane nell’ultimo anno si sono allontanate dalle città più costose del mondo per gli ‘espatriati’. Milano ha perso ben 13 posti, scendendo al 38°, mentre Roma passa dal 34° del 2011 al 45° attuale. Sul podio Tokyo, Luanda (Angola) e l’altra nipponica Osaka.

L’indice di riferimento è New York. La Grande Mela e il dollaro sono stati scelti dai ricercatori come base per calcolare i prezzi, in un paniere che comprende l’affitto di un appartamento di lusso con due camere, il biglietto per il cinema, un paio di blue jeans, benzina, soda, hamburger, giornale e caffè. Un assortimento non proprio mediterraneo, ma è su questo standard che i clienti di Mercer, ovvero organismi internazionali e grandi aziende, ora aggiusteranno i costi del personale impiegato all’estero.

Meglio Milano di Shangai (16) e Pechino (17). “La combinazione dell’incremento dei prezzi dei beni e del rafforzamento dello yuan, ha spinto le città cinesi in alto nella classifica. L’alta domanda di alloggi, inoltre, ha alzato i prezzi degli affitti”, spiega Nathalie Constantin-Métral, responsabile Mercer.

L’andamento delle valute è determinante per le scelte. Il dollaro statunitense che si indebolisce nei confronti di quello australiano e dello yen, agevola la risalita nel ranking di Sidney (+3 posti), Melbourne (+6), Brisbane (+7), Perth (+11), Canberra (+11) e Adelaide (+19). E propizia il primato di Tokyo, che scavalca Luanda. Di contro, Centro e Sudamerica appaiono più attraenti. L’Avana, crolla dal 46° al 99° posto. Si spende meno anche a San Paolo, Rio e Brasilia. Le europee si dividono. Mosca, Ginevra e Zurigo rimangono ai piedi del podio. Le italiane, con Londra (25), Parigi (37) e Vienna (48) costano meno rispetto al 2011. Anche in questa classifica la Germania esce vincente rispetto alle altre nazioni europee: non c’è traccia delle città tedesche tra le 50 più care per gli espatriati.

 

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