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Viaggio nel clima con carote HD

Ai ghiacci delle Alpi Orientali non era mai stato chiesto nulla. Eppure hanno tanto da raccontare. Per esempio riguardo al clima di migliaia di anni fa e ai suoi mutamenti nel tempo. La prima ricerca basata proprio su campioni di ghiaccio provenienti dalle Alpi dell’Est inizia a fine 2011 e durerà almeno un paio d’anni. Il carotaggio è stato fatto a 3.850 metri, sull’Ortles, da un team internazionale che ha lavorato per alcune settimane costantemente sottozero. A guidarlo l’italiano Paolo Gabrielli, che appena sceso a valle ci racconta di una “missione compiuta abbondantemente”: “Di solito da ogni sito si recuperano una o al massimo due carote di ghiaccio. Noi ne abbiamo recuperate 4, di cui 3 fino al substrato roccioso e di ottima qualità”.

Cosa ci dirà il ghiaccio dell’Ortles?

“Ci aspettiamo di ottenere dati di carattere regionale e quindi riferibili all’area alpina per quanto riguarda la temperatura, locale per le precipitazioni. Nell’area Alpina questo tipo di studi è stato svolto solo nelle Alpi Occidentali. Questa è la prima volta nelle Alpi Orientali”.

Con le carote di ghiaccio potreste “vedere” fino a 5.000 anni fa.  Esistono altri metodi così potenti?

“Esistono altri metodi di ricerca per guardare ai cambiamenti del clima, come gli studi nei sedimenti lacustri i quali hanno il vantaggio di coprire archi temporali molto lunghi, ma con una minore risoluzione temporale ovvero minore capacità di “vedere” eventi brevi ma significativi”.

Quando pubblicherete i risultati della ricerca sull’Ortles?

“Il lavoro scientifico vero e proprio comincia adesso. I primi risultati non saranno pubblicati prima di 2-3 anni”.

Avete fatto didattica sul campo, un sito racconta ogni fase del vostro lavoro. Quanto conta la comunicazione nel vostro lavoro di ricercatori?

“Diamo un’importanza grandissima a questi aspetti perché crediamo che la scienza debba uscire dalla sua “torre d’avorio”. Il nostro campo di studi ci facilita molto in questo, perché esiste un aspetto visuale delle nostre ricerche che fa passare più facilmente i concetti”.

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L’Ortles racconta il clima

Un viaggio nel clima lungo 5.000 anni. Il ghiacciaio Vedretta Alta dell’Ortles potrebbe raccontare buona parte del periodo postglaciale nel quale viviamo, grazie al lavoro di un team di ricercatori italiani, americani ed austriaci. Nell’Ortles Project sono coinvolte università di Columbus (Usa), Padova, Venezia, Bolzano, Pavia, Innsbruck e Vienna.

Due settimane sul ghiaccio, raccogliendone campioni fino a 70 metri di profondità, eseguendo contemporaneamente analisi sulla salute dei ricercatori stessi ed istallando una postazione di rilevamento meteorologico tra le più elevate nell’arco alpino. Questa la missione portata a termine nell’ottobre 2011 poco sotto i 3.905 metri di quota della cima, sul ghiacciaio più alto delle Alpi Orientali. Sono state prelevate le “carote” da trasportare in Ohio, al Byrd Polar Research Center, a Columbus (Usa). Lì il capo della spedizione, l’italiano Paolo Gabrielli, potrà guidare il team nell’analisi di tracce, ioni, sostanze organiche. Un ‘archivio glaciale’ da confrontare con ‘registrazioni’ fatte in altre regioni e latitudini per aggiungere nuovi capitoli alla paleoclimatologia, sulle teorie sui cambiamenti climatici e sul ruolo dell’attività umana.

La missione è partita il 23 settembre. Gli elicotteri d’alta quota hanno issato in vetta dieci ricercatori e 60 quintali di materiali. Il bel tempo ha facilitato l’impresa e nel giro di un paio di giorni il sistema di carotaggio aveva già raggiunto i 50 metri di profondità. La roccia è stata toccata a 70 metri il 27 settembre e subito la squadra ha posizionato l’attrezzatura a pochi metri dal primo foro per lavorare a una seconda carota. Alla fine della missione saranno tre le carote lunghe dalla superficie del ghiacciaio alla roccia dell’Ortles pronte a entrare in laboratorio.

Per saperne di più su questa ricerca consigliamo di visitare il sito ufficiale del progetto, leggere l’articolo (in inglese) pubblicato sul blog del centro statunitense e guardare la videointervista a Paolo Gabrielli.

Progetto Ortles. Intervista con il capo scientifico Dr Gabrielli (Ohio State University) from ortles project on Vimeo.

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